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Esoteric works · Paola Rava

In occasione della mostra
internazionale sull’Esoterismo
“Esoterica”

La personale di Paola Rava
organizzata da Italian Art Promotion
in collaborazione con Italmostre
a cura di Mauro Rigoni

Palazzo Zaguri · Campo San Maurizio
Sestiere di San Marco · Venezia
3 marzo  >  30 settembre 2021

Data troppo affrettatamente per inadeguata ai tempi e tuttora vittima di superficiali interpretazioni critiche, assillate da una affannosa rincorsa ai parametri di un gusto artistico che più ci si sforza di definire e delimitare più sfugge in mille direzioni, la pittura mantiene una invidiabile vitalità che le consente di calcare egregiamente la scena, adeguandosi con armonia alle mutazioni di una società in rapida e frenetica evoluzione. La pittura è da sempre simbolo ed emblema di quella “teknè” intesa nell’accezione etimologica di pratica manuale implicita al concetto originario di arte. Un concetto dove il procedimento mentale, l’ambito elevato relativo al mondo delle idee, per concretizzarsi in una rappresentazione oggettivamente fruibile deve essere in grado di gettare luce sull’esterno per mostrarci le cose della vita nella loro esatta dimensione, nella loro essenza intelligibile, illuminandoci sulla bellezza od anche la negatività di quanto ci circonda con quella capacità rivelatoria propria del talento artistico.

Le opere di Paola Rava in mostra a Palazzo Zaguri a Venezia

La pittura è da sempre la casa di tutte le tecniche e di tutti i progetti, luogo eletto da cui traggono origine le manifestazioni sensibili dell’arte, ed è per questa sua inarrivabile natura che ha saputo attraversare le epoche della storia mantenendo sempre, nei casi migliori, la sua carica di espressività. Chi scrive ha sempre guardato con occhio il più possibile attento l’evoluzione fenomenologica delle arti, arrivando alla convinzione che il progresso della tecnologia gioca da sempre un ruolo centrale in quello che è l’adeguarsi del linguaggio a nuove impostazioni formali, siano di adesione e confronto o di distacco critico. Un’opera caratterizzata dall’uso dello strumento pittorico come quella di Paola Rava, con il tramite di una iconografia non banalmente appiattita sulla realtà, ma al contrario fortemente simbolica ed evocativa, è in grado di valorizzare la dimensione spirituale e riflessiva del fare artistico. Le immagini proposte da Paola Rava sono dotate di una icasticità forte e diretta, che non trascura dettagli e particolari, fornendo però ad essi un aura di tenue immaterialità, come se trapelassero dai riposti anfratti della memoria e dell’immaginario. Per descrivere il lavoro di un artista è necessario, secondo me, inquadrarlo in un contesto storico tenendo presente il suo vissuto personale. Come ho avuto modo di evidenziare nel titolo di un mio saggio sulla critica d’arte, “Vocazione e progetto”, optare per una cammino indirizzato verso la creatività dovrebbe essere un fatto vocazionale. Certamente così e stato per Paola Rava. Dopo studi classici l’autrice ha avvertito forte in sé l’esigenza di coltivare la propria “teknè”, iniziando a dedicarsi, con crescente successo, al restauro di mobili antichi, da lei arricchiti con coefficienti di personale inventiva, tramite l’immissione di decorazioni geometriche, dalla valenza artistica, riconducibili all’alveo dell’astrattismo geometrico della prima metà del Novecento. L’astrattismo indica la volontà dell’artista di costruire la sintesi della dimensione interiore. Paola Rava ad un certo punto della sua strada ha avvertito la non rinviabile urgenza di esprimere la propria carica spirituale avvalendosi della figurazione. Quest’ultima si è manifestata in forme non usuali e coinvolgenti. L’artista si è indirizzata verso le forme di un immaginario zoomorfo, con uno stile allegorico immerso in una dimensione fabulatoria. L’importanza della fiaba nella storia della cultura è stata evidenziata, nel corso del Novecento, da eminenti studiosi di linguistica , in particolare dall’antropologo russo Vladimir Propp. Nel suo scritto “Morfologia della fiaba”, Propp identifica 31 funzioni narrative ricorrenti nella struttura narrativa , soffermandosi sui ruoli ricoperti dai personaggi e sull’intreccio , più importanti rispetto alla fisicità effettiva dei protagonisti. La fiaba è una forma letteraria antica e pre-moderna e ben le si addice, quindi, una funzione simbolica all’interno della stagione post moderna. Adoperare l’iconografia animale per riferirsi alle vicende umane è tipico di questa forma di narrazione. In una recente personale presso il Castello Carlo V di Lecce, intitolata “Sentiero sacro”, Paola Rava ha presentato al pubblico la serie pittorica dedicata alla raffigurazione di animali: zebre, tigri, pantere, linci, gorilla, volpi, cavalli ed orsi, ripresi quasi sempre in primo piano, più raramente distesi od in movimento, con una caratteristica comune, quella di guardare fisso negli occhi lo spettatore ipnotizzandolo, e trasportandolo in una direzione di quiete e di coinvolgimento psichico e sensoriale.

Edoardo Di Mauro
Direttore dell’Accademia Albertina di Torino