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Volti contro la violenza · Andrea Benetti

In occasione della Diciottesima Giornata Mondiale
contro la violenza sulle Donne

La mostra di Andrea Benetti
a cura della prof. Silvia Grandi

Palazzo D’Accursio · Bologna
14 novembre  >  30 dicembre 2017

La personale di fotografia di Andrea Benetti a Palazzo D’Accursio, a Bologna, è un evento promosso da Italian Art Promotion e dal Comune di Bologna, col Patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Bologna e del Comune di Bologna.

La violenza, in tutte le sue forme, fisiche o psicologiche, rappresenta uno dei peggiori abissi in cui può cadere l’essere umano. Non è mai giustificabile e va sempre riconosciuta, denunciata e combattuta con fermezza.

La mostra fotografica di Andrea Benetti a Palazzo D’Accursio

Da questa consapevolezza nasce la decisione di organizzare una mostra dedicata a condannare un fenomeno purtroppo quotidiano, che continua a riempire le pagine dei giornali e i notiziari televisivi con il loro triste elenco di vittime. Non ci si può abituare a questo resoconto costante, a quel drammatico stillicidio che ogni giorno colpisce le donne, segnandone la vita con dolore e sangue.

La violenza sulle donne è il frutto della fragilità di alcuni uomini che trasformano la loro debolezza in aggressività distruttiva. Un “virus” che corrompe il pensiero e l’agire, e che deve essere estirpato perché prima ancora di essere un crimine è una ferita profonda inferta all’intera umanità.

L’arte, in questo contesto, diventa un mezzo per comunicare, sensibilizzare e stimolare una riflessione collettiva. Un artista ha il compito di lanciare messaggi che possano toccare temi culturali, sociali o, come in questo caso, affrontare vere e proprie piaghe sociali.

Attraverso questa mostra si intende denunciare, ma anche incoraggiare chiunque si trovi a subire o a essere testimone di violenze, a non restare in silenzio: denunciare sempre, senza mai voltarsi dall’altra parte, perché senza rispetto non può esistere nessuna relazione autentica, tanto meno l’amore.

L’idea di trattare questo tema è nata inizialmente in relazione alla pittura, ma si è trasformata in maniera spontanea nella scelta della fotografia. Un linguaggio che ha sempre accompagnato l’artista e che, in questa occasione, viene utilizzato come strumento privilegiato per esprimere il dolore, la denuncia e la speranza di un cambiamento. La mostra è anche un omaggio al grande maestro Marco Caroli, figura fondamentale nella formazione fotografica dell’artista, al quale è dedicata con riconoscenza e affetto.